Il cristianesimo è una religione di storici“.

Così si esprimeva Marc Bloch(1886 – 1944)[1], sottolineando come “gli altri sistemi religiosi hanno potuto fondare le loro credenze e i loro riti su una mitologia quasi estranea al tempo umano”. I cristiani invece, “come Libri sacri hanno dei libri di storia”[2].

Questo lavoro, dell’amico Ferdinando Catalano, offre una lettura del libro sacro dei cristiani, la Bibbia, per quello che realmente è: la testimonianza storica di un vissuto millenario.

E con tale testimonianza, l’uomo di fede ha l’obbligo di confrontarsi e interrogarsi in maniera seria, adogmatica, senza  temere di arrivare a interpretazioni del racconto biblico così come realmente lo possediamo, e non come ci è stato tramandato o inculcato. Soltanto mediante uno sforzo consapevole, e a volte doloroso, possiamo riuscire a distinguere tra quello che crediamo dicano le Sacre Scritture e quello che effettivamente dicono. Qual è il rischio che si corre nel tentativo di evitare questo sforzo? Sempre per dirla alla Bloch, il rischio è che la storia mal compresa finisca inevitabilmente col trascinare con sé anche la Storia meglio intesa.

Nelle pagine di questo libro, Catalano, smessi i panni del professore di fisica, abbandona  i temi legati al rapporto tra scienza e fede  a cui ci aveva abituati con i suoi precedenti lavori. Indossati “solo” i panni dell’uomo di fede, ci accompagna in un percorso di riflessione e meditazione biblica come soltanto un raffinato pensatore può fare, mostrandosi coinvolgente e convincente nei ragionamenti storico-teologici e nelle conclusioni a cui giunge.

Pur non volendosi sostituire nella scrittura di manuali esegetici ai “ragionieri della teologia” (come l’autore definisce i biblisti di professione), grazie a questo libro Catalano ci presenta sotto una luce diversa, a volte inedita, 32 narrazioni bibliche, una per ogni capitolo, tratte sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento. Alcune di queste sono relative ad episodi noti (ma lo sono poi realmente?) come quello che vede protagonista la donna samaritana, nel vangelo di Giovanni al capitolo 4, e altre relative ad episodi atroci, come ad esempio quello riportato nel libro dei Giudici, al capitolo 19, dove l’ospitalità è ritenuta talmente sacra da permettere che la dignità e la vita di una donna vengano distrutte pur di proteggere la vita di un altro ospite, un uomo. Si tratta di fatti cruenti (questo ma anche quello simile che coinvolge Lot e le sue figlie) che troppo spesso e con troppa leggerezza vengono addebitati a Dio da alcuni commentari, i quali lasciano velatamente intendere come il comportamento orribile subìto da tale donna fosse conseguenza della cultura ebraica sui “sacri” doveri di ospitalità[3] a cui il padrone di casa doveva ottemperare. Si afferma che noi, oggi, commetteremmo solo un errore anacronistico se proiettassimo gli attuali diritti delle donne nel contesto biblico dell’epoca[4]; un’ovvietà, quest’ultima, menzionata forse nel tentativo di trovare una “ragione” al truce racconto?

Ebbene Catalano ha qualcosa da dirci in proposito. Qualcosa che probabilmente cambierà la nostra percezione di tutto l’episodio. Così come per i restanti 31.

Sono certo che, come è successo a me, anche a chi leggerà questo libro accadrà di soffermarsi su narrazioni bibliche, su pericopi evangeliche di cui, forse poco umilmente, si pensava di conoscere già tutto. E invece, attraverso le pagine di quest’opera, l’autore si mostra capace di focalizzare l’attenzione del lettore su particolari sfuggiti anche ai più attenti, e su questi è in grado di elaborare riflessioni che fanno vibrare le corde dell’anima.

Si dice che Dio si avvicini a noi a una profondità di livelli proporzionale allo sforzo con cui noi stessi indaghiamo su di Lui. Un’indagine che il cristiano può compiere solo attraverso lo studio della Sacra Scrittura e la meditazione. Se questo è vero, se più indaghiamo su Dio e più Lui si avvicina a noi, allora mi sento di consigliare questo libro quale utile strumento alla più nobile delle indagini che potremmo mai voler intraprendere.

editore

Francesco Arduini


[1] E’ considerato uno dei padri della storiografia moderna.

[2] M. Bloch, Apologia della storia, (opera postuma) Einaudi editore, Torino, 1998, pag. 8.

[3] Cfr A. Barnes, Notes on the Bible, consultabile all’url http://sacred-texts.com/bib/cmt/barnes/jdg019.htm

[4] Si veda anche l’International Standard Bible Encyclopedia, Ediz. Wm B. Eerdmans, 1988, alla voce “Ospitalità”.